IL TROMBATORE

Storie di un uomo che ama le donne... e le tromba!
sabato, 16 maggio 2009

Voglia di Voyeur

Quante volte vedendo entrare una bella donna in un negozio di intimo ci verrebbe voglia di seguirla fino nei camerini? Se poi ha anche due grandi tette l'idea di guardarla mentre si prova un reggiseno già ce lo fa diventare duro.
Beh, almeno per una volta possiamo seguirne una. Grazie a Paola Rios e alle sue belle tettone latine!


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venerdì, 17 aprile 2009

Al chiaro di luna

 Si stava avvicinando l'estate e il Trombatore sentiva il bisogno di un po' di mare. La spiaggia, il vento salmastro, i primi bagni risvegliavano i suoi chakra più erotici. Una domenica di maggio così decise di andare al mare. I primi culi e i primi bikini non furono un granchè. Poi individuò due perizomi da urlo e stava per dirigersi lì. Ma proprio mentre si stava alzando dall'asciugamano gli passò accanto una morettina che lo colpì.
Aveva i capelli lunghi mossi che le cadevano dolcemente sulle spalle lambendo un seno sodo e abbondante. Era bassina, ma molto ben fatta, e anche il suo lato B, molto prospicente, sembrava disegnato col compasso. Subito i suoi boxer ebbero un sussulto. Lei era appena uscita dal mare e andava a farsi la doccia. Lui la seguì. Si mise sotto la doccia accanto e alla vista di quel corpo lucido e bagnato ebbe una definitiva erezione. Lei lo vide e arrossì, si girò dall'altra parte e fuggì via.
Il trombatore rimase sorpreso dalla sua timidezza e la seguì con lo sguardo fin sotto l'ombrellone. Era con altre amiche che però dopo poco andarono al bar lasciandola sola. Non poteva perdere quest'occasione!
Andò da lei e le disse:
- Scusami per prima, non sono riuscito a controllarmi, ma il tuo corpo mi fa davvero uno strano effetto.
Lei si mordeva le labbra e non rispondeva. Lui continuò:
- Mi farebbe molto piacere conoscerti meglio… sai… una come te…
- Grazie, sei gentile, ma non credo di volere…
- Tranquilla, non voglio certo importunarti… cmq se cambi idea il mio ombrellone è quello là.
- Ok, ti ringrazio, ciao.
Lei fu molto fredda, ma quella sua timidezza non fece altro che aumentare le voglie del Trombatore.
Verso sera lei e le amiche se ne stavano andando, ma prima di uscire dalla spiaggia lei tornò indietro e disse di corsa al Trombatore:
- Stasera qui verso mezzanotte - e scappò via.
Il Trombatore sorrise e pregustò una lauta scopata.
La sera alle undici e mezza il Trombatore scavalcò la staccionata del bagno e si avviò verso la spiaggia. Era buio, faceva fresco e non c'era nessuno in giro. Non si accorse nemmeno che c'era qualcuno alle sue spalle.
- Ciao - sentì dire sottovoce.
Si girò, era lei. Truccata, minigonna, top attillato… era quasi più fica che in costume.
- Ciao a te, che piacere vederti - rispose lui facendole il baciamano. Lei arrossì di nuovo e gli disse:
- Sai, di solito non esco così con le persone che non conosco ma quella tua reazione oggi… mi ha fatto pensare che io… insomma…
- Coraggio, dimmi tutto.
- Ecco… il fatto è che io ho un sacco di inibizioni davanti a certe cose e forse… con una persona più grande…
- Vorresti dire che sei vergine?
- Non proprio però… non riesco a lasciarmi andare…
- Tranquilla, non c'è niente di cui aver paura.
E così dicendo la strinse ai fianchi e la baciò. Il contatto delle lingue glielo fece diventare subito duro e lui non perse tempo. Le prese una mano e la posò sul suo membro. Lei, senza smettere di baciarlo, gli abbassò la cerniera e glielo tirò fuori.
- Che bel cazzo che hai… - gli disse, mentre iniziava a farlo scivolare su e giù nel palmo della sua mano.
- Ti piace? È anche molto buono sai?
Lei sorrise ma lo gelò dicendogli:
- No, stasera ti farò solo una sega, domani vedremo…
Lui rimase un po' deluso ma dopotutto non era male anche una sega fatta da quelle mani vellutate. Quando lei lo sentì ansimare gli rimise la lingua in bocca e iniziò a segarlo più velocemente, finchè il Trombatore venne riempiendo di sborra la sua mano e schizzandole un po' l'ombelico scoperto.
- Se sei così brava a segarmi, figuararsi il resto!
Lei non rispose e se ne scappò via.

Senza che si fossero dati altri appuntamenti, la sera dopo il Trombatore si ripresentò sulla spiaggia alla solita ora. Anche lei dopo poco arrivò. Senza dirsi niente si baciarono e lui le abbassò il top stringendo quei seni turgidi i cui capezzoli si erano già eretti. Come il suo cazzo d'altronde. Lei lo notò e si inginocchiò prendendoglielo in bocca.
- Sì, brava, spompinami così… - le disse lui.
Nonostante la timidezza, era così brava con la lingua che al Trombatore sembrava dovesse scoppiare la cappella, tanto stava godendo. Quando lei sentì montare la sborra su su lungo il cazzo, ritrasse la testa e lo fece venire sulle sue tettone. Quando lei si fu di nuovo alzata lui gliela spalmò tutta soffermandosi sui capezzoli ancora duri.
- Pensavo l'avresti bevuta - le disse.
- Non stasera - rispose lei tirandosi su il top. E poi corse via.

 La sera dopo, quando arrivò, il Trombatore le disse:
- Se ho ben capito vuoi fare una cosa per volta, quindi stasera…
- Sì, hai capito bene - e senza dire altro si calò la minigonna, si abbassò le mutandine e si chinò sopra un patino. Così a novanta gradi sotto il chiaro di luna, il Trombatore potè ammirare quel culo così tondo e sodo e soprattutto quella fica che si apriva tenera fra le due cosce. Tirò fuori il cazzo già duro e, prima di penetrarla, glielo avvicinò al viso. Lei iniziò a succhiarlo vorace assecondando il movimento del bacino di lui che la scopava in bocca. Dopo un po', quando si sentì durissimo, glielo tolse e la prese da dietro. Dava dei gran colpi e il suo cazzo sguazzava felice in quella fica così bagnata. Lei gemeva sempre di più, ogni tanto quasi urlava, tanto che al Trombatore parve per un attimo di vedere qualcuno dietro la staccionata che, richiamato da quei versi, si segava di nascosto.
- Ti piace vero? - le diceva lui mentre la sculacciava e la pigiava sempre di più.
- Sì, che bello, continua, continua!
Lui continuò per un bel po' e quando sentì di stare per venire lo tirò fuori.
- Ieri sera hai detto di no, ma stasera la vuoi bere, vero?
- Sì, sborrami in faccia dai! - disse lei languida chiudendo gli occhi e aprendo la bocca. Con la lingua di fuori aspettava la crema che non si fece attendere. Copiosi fiotti le riempirono la bocca tanto che dovette deglutire due o tre volte. Poi si leccò ben bene le labbra e si ripulì. Si rivestì e con bacio sulla cappella del Trombatore si allontanò.
Quando lei arrivò la sera successiva, lui era già a cazzo di fuori che si segava lento seduto su una sdraio. Lei sorrise e gli disse:
- Domani parto, stasera è l'ultima sera che ci vediamo.
- Rimane il culo… - disse lui.
- Sì, voglio che me lo sfondi stasera.
E detto questo si voltò di spalle, si abbassò la gonna e le mutandina e si sedette senza tanti complimenti sopra quella mazza. Il Trombatore sentì quel buchino avvolgergli e stringergli l'uccello tanto che pensò che la ragazza fosse vergine di culo. Ma lei non si fermava e continuava a pigiare in basso finchè non l'ebbe tutto dentro fino alle palle. Appena mugolava ma poi cominciò ad andare su e giù e il Trombatore le sborrò dentro nel giro di pochi minuti.
- E' stato bellissimo - disse lei alla fine.
- Anche per me - rispose lui - Come ti chiami?
- Mi chiamo Lina - e poi sparì.
Il Trombatore rimase al chiaro di luna un altro po', si trastullava l'uccello al ricordo di quelle scopate e dopo poco sborrò di nuovo, dedicando quell'orgasmo alle tette e al culo di Lina.
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venerdì, 06 febbraio 2009

La pace dei sensi

Il trombatore era stanco.
Era stanco di trombare donne che gliela davano per il solo gusto di dargliela, o di ragazzine vogliose di scoprire il piacere dato da un cazzo esperto e duraturo come il suo. Era stanco anche di dover sentire il bisogno di masturbarsi ogni volta che stava qualche giorno senza vedere una donna a gambe aperte. Decise dunque di darsi alla meditazione, allo yoga e al training autogeno.
Fece provviste per una settimana e si chiuse in casa.
Dopo le prime ore di silenzio e respiro regolare, squillò il cellulare. Guardò il display e vide scritto Giovannona.
Il trombatore sbuffò. Le grandi natiche di lei e i suoi seni rubicondi gli si figurarono davanti disturbandogli la visualizzazione positiva che stava effettuando. Spense quindi il diabolico strumento e lo gettò lontano tornando ad incrociare le gambe.

Passò un'altr'ora in cui il suo pensiero si distaccò da questo mondo ma poi suonò il campanello. Il trombatore sbuffò nuovamente e si diresse verso il citofono.
- Chi è? - disse con tono burbero e infastidito.
- Trombatore apri, sono io, la Sandrina... dovevamo vederci oggi, ricordi?
- Ah si, ma ho da fare...
- Cos'hai da fare? Dai fammi salire che ti faccio io qualcosa di interessante...
E scoppiò a ridere come una gallinella.
- Non mi rompere, tornatene a casa e fatti un ditalino da sola.
Riagganciò e lasciò staccato il ricevitore. Stavolta non voleva essere più interrotto nella sua meditazione.

 Il mezzo fiore di loto gli fece ritrovare la calma e passò così due ore di pace.
Poi però sentì uno strano fruscio. Aprì gli occhi e vide un telegramma che si faceva largo sotto la porta. Il postino aveva colpito ancora. Visto che suonare due volte non gli era servito perchè il citofono era staccato, si era fatto le scale a piedi e aveva adempiuto al suo dovere.
Di nuovo sbuffando il Trombatore raccolse la busta e l'aprì. Veniva dalla Francia, era stato mandato il giorno prima da Corinne. Gli annunciava un suo viaggio in italia e per prima tappa sarebbe passata da casa sua.
"Sarò da te verso le sei di sera" diceva "Ho una gran voglia di riassaggiare la tua cappella....."
Il trombatore guardò l'orologio. Erano ormai le cinque e mezza. In quel preciso istante capì che non ci si può opporre al destino. Tanto valeva arrendersi e mettere in conto una serata di gran sesso. Anzi, già che c'era, avrebbe recuperato il tempo perduto. Telefonò alla Giovannona e alla Sandra e gli diede appuntamento a casa sua per le sei.

Fu così che quando Corinne arrivò, verso le sei e mezza, trovò ad aspettarlo, oltre al trombatore in slip, anche una donna matura e una ragazzina seminude sul letto.
- E loro? - domandò,  senza stupirsi però.
- Avevo già fissato un appuntamento con loro e mi scocciava mandarle via.
- Hai fatto bene, saremo in tre a succhiarti il cazzo, basta che la prima sia io.
E senza attendere risposta, si inginocchiò e tirò giù gli slip del trombatore. Prese in bocca il suo uccello ancora barzotta e iniziò a succhiarlò. A quella scena le due sul letto si eccitarono, si tolsero anche la biancheria intima che avevano tenuto e iniziarono a toccarsi a vicenda.
Quando il trombatore le vide farsi un 69 saffico si eccitò tantissimo.
Corinne sentì indurirsi ancora di più quel cazzo in bocca, e la cappella si gonfiò all'inverosimile. Lei allora pompò più forte e leccò con piacere finchè lui le disse:
- Dai tirati su, e venuto il momento di godere anche per voi.

 Così fece accomodare le tre donne a pecorina sul letto, una accanto all'altra.
Penetrò per prima Corinne, poi dopo qualche stantuffata passò dentro la fica della Giovannona che godette con vigore. Infine si infilò dentro la umida Sandrina che, nonostante fosse la più giovane, era la più porca e si dimenava come una biscia sotto i colpi del Trombatore. Dopo un po', nonostante lei lo pregasse di continaure, passò di nuovo dietro Giovannona e poi di nuova dentro Corinne. Andò avanti così per un bel pezzo, il cazzo del trombatore soddisfava le voglie delle tre donne che a turno si sentivano sbattute con forza. Il pomeriggio di meditazione aveva potenziato la virilità del trombatore che sembrava non voler venire mai. Ma alla fine, esausto, sentì l'orgasmo salire. Allora fece voltare le tre donne e disse:
- Brindiamo, c'è da bere per tutte!
E mentre Corinne socchiuse gli occhi e aprì la bocca, un caldo getto di sborrà le inondò la faccia. Poi un altro fiotto finì dentro la bocca della Giovannona e un altro ancora sulla faccia e nei capelli della Sandra. Ma il trombatore ne aveva ancora e riuscì a fare un altro passaggio del suo caldo miele sui visi desiderosi delle tre donne. Alla fine, mentre loro si leccavano quel grondante succo, il trombatore si chinò a baciargli le tette e le ringraziò.

Seguirono caffè e pasticcini, poi le donne si salutarono amichevolmente e tornarono ognuna alle loro faccende.

Il trombatore accese la televisione e si trovò di fronte quella fica infinita di Ilaria D'Amico che presentava una qualche partita e, ripensando ai suoi recenti propositi meditativi, esclamò:
- Sono troppo belle le donne, non riuscirò mai a farne a meno…
E per suggellare quella verità, si tirò una sega.
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sabato, 10 gennaio 2009

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domenica, 04 gennaio 2009

Pubblicità Progresso

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venerdì, 02 gennaio 2009

Come da tradizione, il concerto di capodanno apre con la musica il 2009. E noi non vogliamo essere da meno!

Per la serie
"Lei suona il violoncello e lui la tromba"
ecco a voi questo favoloso filmato.



postato da: belmoro alle ore 13:53 | link | commenti (14) | commenti (14)
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martedì, 30 dicembre 2008

E con questo che potremmo definire il Tao dell'Eros, in cui lo ying e lo yang dell'eccitazione e del desiderio si mescolano in un'unica sinfonia di tette...
il Trombatore vi augura Buon Anno.



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mercoledì, 17 dicembre 2008

A Natale si può dare di più...

Natale si avvicina, e come ogni buona tradizione che si rispetti, i regali sono importanti.
Se avete dei dubbi sul regalo che mi piacerebbe ricevere, vi lascio qualche indizio ...





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mercoledì, 19 novembre 2008

Little Lady



Il Trombatore ogni tanto chattava.
Una sera conobbe una ragazza che aveva come nick Little Lady, e subito gli piacque. Era simpatica, spigliata, giovane sui 25 anni e mostrava un certo interesse per la vita sessuale. L'argomento cadde casualmente proprio su quella. Lei aveva da poco lasciato il suo ragazzo che, a quanto diceva, la trombava poco. Oltretutto, quelle due o tre volte al mense che lo facevano, lui la montava sempre nella solita, classica, banale posizione del missionario: lui sopra, lei sotto. Lei invece, che fra i suoi ex annoverava anche un contorsionista, amava le posizioni arcuate e fluide tipiche dell'estro orientale. Insomma, era un bel po' insoddisfatta.
- Cara LL - come affettuosamente la chiamò il Trombatore - Capisco la tua frustrazione e me ne dolgo. Potessi scoparti io ti farei provare qualcosa di davvero unico.
- Davvero? E Cosa? - rispose incuriosita LL.
- Una posizione ideata dagli sherpa tibetani, ritrovata disegnata in un antico manoscritto del XII secolo. Provoca nella donna una serie di orgasmi ravvicinati che le fanno raggiungere l'estasi.
- Che meraviglia… al solo pensiero mi sono già bagnata un po'… e di che posizione si tratta. Parlamene, te ne prego!
- Certe cose non si possono spiegare, vanno viste o, meglio ancora, provate…
- Occavolo, sì che la vorrei provare! Sapessi da quanto non sperimento un orgasmo multiplo! Ma tu di dove sei?
Il Trombatore le disse la sua città e, con reciproco rammarico, si accorsero che stavano a più di 500 km di distanza.
- Che sfortuna… - sospirò lei - Allora descrivimi la posizione, magari trovo qualche ragazzo di qui che è disposto a farmela provare.
- Davvero, non posso… - se la tirò il Trombatore.
- Ok, allora cercherò di farti cambiare idea facendoti un regalo.
Little Lady attivò la cam e apparve con tutti i suoi ricci sbarazzini agli occhi del Trombatore.
- Ciao bella fica - l'apostrofò con ammirazione lui.
- Ciao Trombatore, ti piaccio?
- Sì, hai un bel sorriso, un bello sguardo malizioso… anche se, per dare un giudizio migliore, dovrei approfondire la tua visione.
- Hai ragione - disse lei, mordendosi le labbra, e subito cominciò a togliersi la maglietta. Un reggiseno bianco pizzato teneva prigioniero un turgido seno terza misura e lasciava intravedere due grandi rose di capezzoli.
- Molto interessante - disse lui - sento già smuoversi qualcosa dentro di me…
- Il bello deve ancora venire - rispose lei ammiccante.
Portò le mani dietro la schiena e si slacciò il reggiseno liberando quelle poppe sode e ben delineate. I capezzoli spiccavano grandi e turgidi come signori incontrastati di quelle terre.
- E adesso che ne dici? - domandò lei, pervasa da un'eccitazione esibizionista.
- Non ho parole, e infatti ti dimostrerò coi fatti cosa ne penso…
Il Trombatore allora accese la sua webcam e fece comparire nel monitor della ragazza la sua verga dura in piena erezione.
- Wow, spettacolare! - sbalordì lei.
- Visto? Sei contenta di questa reazione?
- Oh sì… - e la sua mano scivolò in basso, verso la sua umidità.
- Cosa stai facendo, birichina? - le chiese il Trombatore.
- Scusami, ma il tuo cazzo e la tua cappellona mi hanno troppo eccitato, devo assolutamente toccarmi…
- Bene, fai pure… posso vedere anch'io?
- Ok, però tu continua a masturbarti, voglio vedere che godi con me…
LL abbassò la cam e inquadrò la sedia su cui stava seduta a gambe divaricate. Un piccola foresta ricopriva quell'intimità che però, nel suo profondo, era liscia e spoglia. La ragazza si allargò le labbra e iniziò a infilarsi prima uno, poi due, poi tre dita. Stava godendo e i suoi umori iniziarono a riempirgli la mano e bagnare la sedia.
- Hai una gran fica, sai? Mi piacerebbe davvero leccartela…
- Non dirmi così che mi fai venire!
- Vieni cara, vieni come faccio io!
E subito Il Trombatore schizzò tre grandi fiotti di sborra. A quella vista la ragazza raggiunse l'apice del piacere venendo a sua volta. Poco dopo le webcam si spensero e LL rinnovò la sua richiesta.
- Adesso che ti ho fatto questo regalo, devi dirmi qual è la posizione degli sherpa.
- Hai ragione, te la sei meritata - rispose Il Trombatore, che le inviò subito un'immagine jpg di un antica miniatura in cui la donna stava aggrappata con le mani ad un muro mentre con le gambe protese all'indietro si avvinghiava al bacino del suo uomo. Lui la penetrava da dietro, tenendola sospesa in aria.
- Che posizione da favola… - disse lei.
- Un giorno ti scoperò così - le promise il Trombatore, prima di chiudere la conversazione.


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venerdì, 07 novembre 2008

Regalo di Natale

Il Natale si stava avvicinando e il trombatore sentiva di dover fare qualche regalo. Non aveva amici particolari che si meritassero un regalo quindi decise che lo avrebbe fatto alla collettività, a casaccio.
Andò davanti ai grandi magazzini dove c'era un babbo natale posticcio che faceva finta di dare regali finti ai bambini e gli chiese:
- Mi scusi, sa se c'è qualcuno che potrebbe volere un regalo da me?
L'uomo vestito di rosso lo guardò storto e poi rispose laconico:
- No
- No nel senso che non c'è nessuno che vuole un regalo da me o No nel senso che non lo conosce?
Il babbo natale posticcio ruttò e poi disse senza tanti fronzoli:
- Hai rotto i coglioni, ho da lavorare, levati di torno o ti spacco la faccia!
Il trombatore capì l'antifona e si dileguò.
Poco più in là trovò un cartoncino bristol giallo, grande quanto un quotidiano aperto, buttato per terra ma come nuovo. Lo prese, ci scrisse sopra qualcosa e se lo legò al collo. Poi andò di fronte ai grandi magazzini e fece concorrenza al babbo natale maleducato.
La prima a fermarsi a leggere il cartello del trombatore fu una signora sulla cinquantina, tutta vestita di lusso. Si premette gli occhiali sul naso e poi ripetè a voce alta:
- Faccio felici le donne, per natale regalatevi una trombata gratis!
Il trombatore sorrise sornione e disse alla signora:
- Vuole essere lei la prima a provarmi?
Lei fece finta di scandalizzarsi e disse:
- Ma si vergogni , porco!
E si allontanò a passi svelti.
Dopo dieci minuti gli si avvicinò una signora vestita in jeans e tuta, con un cappottino tutto scucito e i capelli arruffati. Senza nemmeno leggere il cartello disse al trombatore:
- Andiamo!
Il trombatore riconobbe dietro quel camuffamento la signora aristocratica di prima, che voleva scopare ma non se la sentiva di mostrarsi troia in pubblico.
Andarono nei grandi magazzini ed entrarono in una cabina per la prova dei vestiti. La signora si abbassò i jeans e si piegò a pecorina:
- Adesso mi faccia vedere di cosa è capace!
- Non si preoccupi, le farò un bel regalo di Natale!
Il trombatore estrasse la sua verga già dura e iniziò a stantuffare la signora che gemeva sotto quei colpi virili. Sentiva le palle che le sbattevano sul clitoride e venne nel giro di pochi minuti. Era tanto che non trombava e il suo periodo refrattario era praticamente zero, sicchè si voltò verso il trombatore e gli disse:
- Continua, non fermarti!
- Certo, ora te lo butto anche nel culo!
- Mmmmm... - mugolò lei.
E così andarono avanti per una buona mezz'ora.
Quando uscirono fuori c'era la fila di signore e signorine che volevano provare quella cabina, ma il trombatore ormai era spompato.
- Tornate domani - disse loro - Fino a Natale ci sarà un regalo al giorno per tutte!
Le donne in fila si leccarono lascivamente le labbra prefigurandosi la trombata fuori dagli schemi che avrebbero fatto, in barba a mariti e fidanzati.
Il trombatore, da parte sua, tornò a casa felice di aver trovato dei regali utili e solidali da fare per quelle feste.

postato da: belmoro alle ore 20:28 | link | commenti (5) | commenti (5)
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